Ex - Drummer di Koen Mortier (2007)
Die Welle ( L'Onda) di Dennis Gansel (2008)
Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più - Hannah Arendt.
Dal confronto tra Ex Drummer, primo film di Koen Mortier, e L'Onda di Dennis Gansel, si può osservare come la capacità o l'incapacità di distinguere la realtà dalla finzione sia determinante per la condotta degli individui. Sono due film diversissimi, che però si sviluppano su una linea comune.
Guardare Ex Drummer è essere sradicati dal proprio mondo incantato e scaraventati in un abisso popolato di stupidità, bruttezza, ottusità e perversione. E' svegliarsi in un grande appartamento con vista sull' Oceano e finire un attimo dopo nel lerciume di una sala prove di campagna immersa nel fango. E' ritrovarsi a fare della tostissima musica punk con dei rozzi individui che si distinguono per i loro handicap: un misogino colpito da blesità, un bassista gay paralitico e un chitarrista cocainomane sordo.
L'Onda è tutto il contrario. E' come essere tolti dalla strada, ripuliti per bene ed essere buttati in una caserma. E' svegliarsi confusi e annoiati in una stanza sfatta, provando ostilità per una famiglia incapace di trasmettere validi principi e accorgersi ad un tratto che dare senso a una vita sregolata è possibile. E' scoprire la disciplina, avere finalmente un ruolo all'interno di un gruppo, aderirne senza condizioni, seguirne le regole e condividerne gli obiettivi. Perché l'appartenenza al branco e il riconoscimento di un leader carismatico generano automaticamente devozione. E allora ci si sente forti.
E come si reagisce all'eventualità di essere introdotti in una realtà differente da quella abituale? Da un lato (Ex Drummer) c'è uno scrittore affermato, con una bella casa, una donna (a volte anche due), che viene travolto da un universo indisciplinato, essenzialmente punk, che sfiora l'immaginario splatter. Uno scrittore consapevole di essere stato catapultato in una realtà fittizia, che non ne resta condizionato, si pone anzi in un ruolo di superiorità per poterla studiare, manipolare e poi abbandonare e tornare al proprio nido. Dall'altro (L'onda) ci sono dei ragazzi scettici o forse solo annoiati che vengono coinvolti nell'esperimento diabolico di simulare la costituzione di un nuovo gruppo fascistoide. Vi partecipano con entusiasmo, come se si trattasse di un gioco, senza aver la percezione che la finzione si possa tramutare in realtà. E ne restano ammaliati e intrappolati, diventando sudditi ideali.